Per una numismatica migliore

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Le mie parole possono apparire provocatorie, anche insolenti, per l’amarezza e il senso d’impo-tenza che ho nel cuore. Rattrista non potere fare niente per dare giustizia ad una attività che è anche uno degli hobby più diffusi in tutto il mondo. Una persona, la più importante, può raggiungere la felicità anche collezionando monete.
Voi avete in mano una bacchetta magica. Le norme attuali sono inadeguate, questo tutti lo sanno e molti lo dicono. Sono già stati intrapresi mille tentativi di modifica, e sono tuttora in corso, ma nessuno va alla radice del problema. Si propongono di legittimare le collezioni private esistenti, di difendere i collezionisti, mentre è lo stato che deve essere difeso da una legge che da cinquant’anni gli reca danno, è una tutela reale e efficace delle monete che deve essere intrapresa, sono tutti gli onesti cittadini che devono essere difesi da una legge che li accomuna ai delinquenti. Sono progetti complicati quelli progettati in passato e quelli in corso, che ampliano le competenze delle sovrintendenze oltre misura, senza tener conto delle reali possibilità dei funzionari dello stato, per questo tutti sono falliti e falliranno.

Occorre liberalizzare e semplificare, rendere la legge conforme:

– alla situazione irrinunciabile del mercato mondiale, che mette in vendita le monete antiche di zecca italiana indipendentemente dall’anno in cui sono state ritrovate, per lo più ignoto,
– alle reali possibilità di controllo dello stato, i cui sovrintendenti non sono assolutamente in grado di visionare e classificare le monete dei privati, in numero di molte centinaia di migliaia (non sono in grado di classificare neppure tutte le loro – lo stato avrà una trentina di esperti di numismatica, le collezioni private sono migliaia),
– alle esigenze della cultura e della ricerca scientifica, alla quale è assolutamente necessaria la conoscenza dei ripostigli,
– alle necessità della giustizia, che richiede leggi chiare e applicabili che possano evitare procedimenti costosi, infruttuosi e persecutori,
– al naturale sentimento della gente che non può essere disatteso – è contro natura pretendere che chi trova una moneta della quale non si conosca il proprietario la dia allo stato,
– a una visione condivisa del diritto, oltre il proprio orticello, perché nessuna filosofia può attribuire allo stato romeno la proprietà delle monete di Traiano, o allo stato italiano le monete coniate da Annibale in Italia, che sono cartaginesi,
– a stabilire un rapporto amichevole e proficuo tra chi opera nelle istituzioni e chi, al di fuori, ama il collezionismo delle monete, in modo che tutti loro possano essere coinvolti nella stessa passione,
– alla valorizzazione della sincerità e dell’onestà, perché si sono arricchiti e si arricchiscono i professionisti che a parole difendono la legge, ma fraudolentemente in segreto violandola ne approfittano.
– a una chiara attribuzione delle competenze. Alle istituzioni dello stato la custodia e la cura delle collezioni pubbliche e delle nuove acquisizioni per donazioni, ritrovamenti o acquisti, la pubblicazione, cosa importantissima, dei ripostigli dei quali hanno avuto conoscenza; ai privati la cura delle loro collezioni, la proprietà delle monete da loro ritrovate e denunciate, la libertà di acquistare e di vendere monete, di possedere e di studiare le monete antiche rispettando gli obblighi derivanti da eventuali notifiche.

Gennaio 2015. .

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