Per una numismatica migliore

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Il contributo di Paolo Crippa è quello del Presidente dei Numismatici Italiani Professionisti, operatori con licenza e registri vidimati da Questure e Comuni e le cui attività sono controllate e regolate da norme antiricettazione e antiriciclaggio.
Non può tuttavia tacere le criticità del collezionismo contemporaneo.
La moneta antica continua a svolgere la sua importantissima funzione di ambasciatrice dei mondi passati, presso studenti, professionisti, impiegati, operai, tuttavia il timore dei sequestri ha provocato un raffreddamento dell’interesse per queste monete, e ciò è stato un danno per tutti.
Tuttavia non auspica la “liberalizzazione”, forse timoroso di un cambiamento troppo brusco, che possa portare alla ribalta nuovi soggetti e provocare un deprezzamento delle collezioni di cui sono dotate le più antiche dinastie numismatiche. Queste, timidamente, le conclusioni di un articolo che era iniziato con l’elogio del collezionismo dei tempi mitici, praticato dalle famiglie e trascurato dallo stato, che fondeva le monete antiche d’oro e d’argento, non si curava dei ripostigli, non aveva redatto alcuna legge di tutela. Come dire: «Se abbiamo nelle raccolte civiche e statali belle monete, il merito è delle donazioni private». E si può aggiungere: «Anche oggi, senza un fiorente collezionismo privato, moriranno anche le attività pubbliche».

Un contributo simpatico è: “Esperienze di un collezionista” di Alberto Campana.
Una precoce attrazione per le monete, alimentata dall’interesse verso la storia e la geografia, il coinvolgimento del padre, la consultazione di ricche biblioteche. A quarant’anni la prima monografia: “La monetazione degli insorti italici durante la guerra sociale”, che è diventata un classico della letteratura numismatica, scritta, come spiega, anche per ragioni patriottiche, con la descrizione delle prime monete che riportano la scritta ITALIA. Poi altri articoli, monografie, il Corpus Nummorum Antiquae Italiae, che ha fatto compagnia a tutti i numismatici. Contemporaneamente, il collezionismo, la frequentazione dei convegni e dei mercatini, “soprattutto nei gloriosi anni ‘70 e ’80, un mondo molto composito e appas-sionante”, la collaborazione con le riviste del settore.
Ha scambiato lettere anche con me, che non ero d’accordo con l’inversione delle denominazioni trias in tetras e tetras in trias, e preferivo le dizioni dracma e didracma, più aderenti alle originali, e ritenevo, secondo le indicazioni di un’equivalenza di Polibio, che il famoso ΟΒΟΛΟΣ di Metaponto di 9 grammi fosse una moneta a corso forzoso, di peso inferiore agli altri normali oboli, senza denominazione esplicita, del III secolo a. C.
Nel 2001 ha preso la decisione di chiudere con il collezionismo attivo, per il disinteresse dei figli, per il crescente problema dei falsi (e forse anche – ma non lo scrive – delle monete di ripostiglio e della permanente minaccia di sequestri), dedicandosi “alla sua vera passione, quella dello studio”.
Si è quindi posto il problema di collocare al meglio la mia collezione numismatica. Si sa bene che le migliori opportunità, oggigiorno, avvengono più all’estero che in Italia, di conseguenza ho dato incarico a una nota casa d’asta internazionale di curare una regolare esportazione delle monete…
Questa è una delle tante conseguenze negative della nostra legge. Le case d’asta italiane hanno delocalizzato, con evidenti sofferenze per la nostra economia, il commercio in Italia è stato retrocesso in serie C. Una moneta che all’estero si vende a 1000 € in Italia si vende a 400. Qualche pubblico ministero e qualche giudice direbbero che Campana ha portato all’estero le nostre monete per lucro. Perché, loro non ricevono lo stipendio, non curano le loro proprietà? A sentire le cronache giudiziarie di questi anni,… è molto meglio per lucro esportare le monete che perseguitare o mettere in carcere persone innocenti.
Non so quanto tempo ha impiegato il signor Campana a vendere con queste modalità le sue monete. Dal 2001 ad oggi è un tempo sufficiente. Certamente deve avere avuto molta pazienza, se facendo le lodi della dottoressa Grazia Maria Facchinetti premette un tuttavia che non si capisce a che cosa si riferisca. Ed anche la frase: Adesso ho finito con le domande di esportazione e quindi posso fregiarmi del titolo di “ex-collezionista” a tutti gli effetti, rivela un certo sospiro di sollievo.

Nel corso delle domande per l’attestato di libera circolazione, l’Ufficio Esportazione ha avanzato un diniego all’attestato per alcuni esemplari definiti “di grande interesse storico e culturale”. Il primo diniego ha riguardato un quinario di Giulio Cesare. Da una mia verifica era emerso che era il sesto esemplare noto, mancante nella raccolta pubblica di Milano. Non ho avuto alcuna remora a donarlo allo Stato ed è esposto nella mostra “L’eredità salvata”.
Successivamente è stato opposto un diniego all’attestato di libera circolazione per un raro aureo di Marco Antonio e Ottaviano, pure questo presente nella Mostra. Era di notevole rarità e interesse storico, pur presente in almeno tre medaglieri italiani: Firenze, Roma e Napoli. A differenza del quinario su questo aureo è stato esercitato l’acquisto coattivo, come su un denario di Agrippa, con teste affiancate di Giulio Cesare e Ottaviano. Alcune monete hanno ricevuto un semplice diniego all’attestato di libera circolazione, ed anche per queste ho preferito procedere alla semplice donazione allo stato.
Il contributo termina con una finale e banale considerazione. La storia ci insegna che qualsiasi politica di proibizionismo genera inevitabilmente attività illegali per poterla aggirare.

La dottoressa Grazia Maria Facchinetti scrive delle attività attinenti alle monete della Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, dove lavora. Esse riguardano i rinvenimenti occasionali, le monete trovate nel corso dei loro scavi, il contrasto a quelli clandestini in collaborazione con le Forze dell’Ordine, le consulenze all’Ufficio Esportazione di Milano per la concessione degli attestati di libera circolazione.
Da settembre 2012 a dicembre 2013 attestati di libera circolazione sono stati chiesti per 228 monete, tutti per nazioni europee, ma dalla Germania o dall’Inghilterra possono mettere le ali per qualsiasi paese della terra. E in Europa le frontiere non esistono più: al Brennero o a Ventimiglia non ci sono controlli. Chissà quante monete sono transitate nelle tasche e nelle valige di qualcuno, 1 000, 10 000, 100 000… Il controllo dell’Ufficio Esportazione è un settaccio a maglia larga che non trattiene quasi nulla.
Delle 228 monete 13 (cioè il 5,7%) non hanno ottenuto il permesso di esportazione, delle quali 3 sono state acquistate coattivamente, 6 sono state donate dal dott. Campana, 4 sono state notificate per il loro interesse culturale.

Le donazioni attestano la generosità di Campana, ma possono essere interpretate come un do ut des poco decoroso per lo Stato. La pratica degli acquisti coattivi non mi sembra condivisibile. Posso raccontare un aneddoto? Parlavo di acquisti coattivi con alcuni conoscenti di Milano e vidi uno che sorrideva maliziosamente: «Si, acquisti coattivi! per taluni sono vendite vantaggiose». Non c’è limite alla malignità della gente. Come non sono d’accordo su certi sequestri dei quali ci si vanta come di trofei di guerra.
Continuerà sempre così o siamo giunti sulla vetta della montagna e possiamo vedere oltre la vetta un nuovo mondo? Grazia Maria occupata a esaminare i ripostigli che le vengono spontaneamente e ripetutamente porti in un regime legislativo diverso. E se si tratta di due antoniniani di Probo se la sbriga per telefono, se sono argenti etruschi di 8 grammi da X assi insieme a tetradracme siracusane con la koppa invece della kappa si affretta a vedere il sito.

Diciamo che ho fatto un sogno; come quello di Martin Luther King, che sognava di vedere un nero seduto su un autobus degli Stati Uniti accanto a un bianco. Sono passati pochi anni dal giorno che è stato assassinato e un nero con tutta la sua famiglia abita alla Casa Bianca.
Si è visto che tutte le criticità della numismatica derivano da una cosa sola: i ripostigli.
«I cittadini non denunciano i ripostigli!».
«Sì, ma lo Stato, dopo la denuncia, glieli porta via».
Proviamo a dirgli: «Il ripostiglio te lo tieni tu, ed anche se lo trovi nel terreno di un altro, i ¾ del ripostiglio te li tieni tu. E i ¾ del ripostiglio valgono di più dell’intero ripostiglio venduto clandestinamente».
Può darsi che in questo modo i ripostigli saranno denunciati.
Allora si potrà fare la sanatoria e tutto andrà a posto, e poi seguiranno la Grecia, la Romania, la Turchia, la Bulgaria.
Sarà una svolta epocale per la numismatica, un mondo di leali competizioni, di nuove conoscenze, di onestà. Nessun commerciante potrà più arricchirsi acquistando sottobanco a 1/3 del valore, gli studiosi potranno riscrivere la nostra storia antica, i contrabbandieri non avranno più materiale da esportare, alle cricche dei mediatori mancheranno i coni da falsificare, le sovrintendenze avranno tanto lavoro interessante in collaborazione con i numismatici privati e gli sbirri potranno occuparsi di delinquenti veri, e ci saranno a Milano e a Roma uffici come a Londra, dove un privato potrà chiedere se la sua moneta è falsa o autentica,… e non avrò più un po’ di malinconia per quello che Grazia Maria Facchinetti deve fare.

Si vive anche sognando.
«Ma si causerebbe la distruzione irresponsabile e irrecuperabile dei contesti archeologici!».
«No! La distruzione l’avete provocata voi.».

22 giugno 2014

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