Di alcune monete inedite e sconosciute della zecca di Scio

Rivista Italiana di Numismatica - 1888

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LODOVICO XII re di Francia

(1500-1512).

 

12. Grosso o gigliato (gr. 3,600-3,660).

D: — Reverse asterisme.svg REX • FRANCIE • DNVS • IANVE

Il re coronato seduto di fronte colla spada nella destra.

R: – Croce CONRAD • R • ROMANOR • C • CHII rosetta.

Castello colle tre torri, sormontato dall’aquila; dietro questa una Croce.

Arg. (Tav. I, N. 11).
Arg. (Tav. I, N. 11).

 

Questo grosso col rex francie è fra le monete del ripostiglio la più singolare e la più meritevole d’essere studiata. Il suo tipo somiglia moltissimo a quello dei due grossi dei dogi anonimi ora citati. Vi somiglia al punto che, oltrecchè ritenerli di epoca vicinissima, non sarebbe forse temerario l’attribuire quei primi due allo stesso re di Francia rappresentato come doge di Genova, se non vi fosse da fare un’altra piccola, ma importante osservazione: Nei grossi di Galeazzo Maria Sforza, come in quelli dei dogi anonimi, l’Aquila, che sovrasta al castello e che costituisce lo stemma dei Giustiniani, è coronata, mentre non lo è più nel grosso del re di Francia.

Il che è ovvio e naturale, se si considera che la corona in capo all’aquila era il segno della sovranità imperiale, segno che si conveniva assai bene ai dogi di Genova, ma non al re di Francia. Qui la corona non è più in capo all’aquila; è passata sulla testa del re.

Ora la quistione importante si è di stabilire, a quale dei re di Francia sia da attribuirsi questa moneta. Quattro sono i re di Francia che furono Signori di Genova, e perciò anche di Scio. Carlo VI, [p. 13]Carlo VII, Lodovico XII e Francesco I. E qui ci converrebbe ripetere il ragionamento fatto poco sopra a proposito dei due grossi anonimi colla leggenda dvx ianvensivm.

Stando al tipo lo avremmo attribuito più volentieri a Carlo VII (scartando Carlo VI, come quegli che ebbe un dominio troppo breve e contrastato in Genova), ma l’aquila e la leggenda chii ne fanno stabilire l’epoca più innanzi e posteriore alla dominazione Sforzesca. Esclusi quindi Carlo VI e Carlo VII, il quale perdette il dominio di Genova nel 1460, restano gli altri due, Lodovico XII e Francesco I; fra questi, tutto ben ponderato, ci pare sia da scegliere il primo come quello che è più vicino all’epoca dello Sforza e che regnò per maggior tempo. Un’altra ragione verrebbe a convalidare la nostra attribuzione, ossia l’emblema della Croce che come accennammo è lo stemma della città di Genova. In buona parte delle monete di Lodovico XII battute a Genova, quali testoni, mezzi, quarti, ecc., noi vediamo quest’emblema appajato e sovrapposto all’altro stemma della città, la Porta. Tale emblema scompare nelle monete di Francesco I per Genova, per non ricomparire che più tardi in altre monete.

Tali sono i motivi pei quali noi abbiamo attribuito il grosso col titolo rex francie a Lodovico XII. Con che però non intendiamo di dar un giudizio assoluto e inappellabile, compito sempre difficile e sovente impossibile, quando si deve vagare nel campo delle congetture, senza dati precisi e senza un punto fisso da cui non si possa assolutamente dipartire.

Se fra queste monete del peso di gr. 3,650 e 3,600 e quelle contemporanee di Genova esista un rapporto, difficile sarebbe stabilire, e giova ricordare che siamo precisamente nell’epoca, in cui il governo della [p. 14]Repubblica muoveva continue rimostranze ai Maonesi, per lo scapito in cui erano cadute le loro monete di Scio, in causa degli enormi abusi e delle frodi introdottesi nella loro zecca. Perciò anche il peso e il titolo sono guide assai poco sicure.

Può darsi che qualcheduno più di noi fortunato nelle sue ricerche, abbia a trovare altri argomenti o dati che servano a meglio rischiarare le idee e stabilire i fatti in proposito, e noi lo desideriamo nell’interesse della scienza.

Frattanto, riassumendo la nostra breve dissertazione, abbiamo la compiacenza di accennare che il ripostiglio, di cui parlammo, ha dato in luce oltre a qualche varietà nelle monete di Scio, le seguenti importanti monete di questa zecca, facendo conoscere due nomi nuovi:

I. Il Matapane da noi attribuito a Paleologo e Benedetto II Zaccaria.

II. Il Grosso di Galeazzo Maria Sforza colla figura del duca, in sei varietà distinte.

III. Il Grosso o gigliato della Maona col dvx anvensivm e colla figura del Doge, in cinque esemplari variati.

IV. Il Grosso o gigliato attribuito a Lodovico XII coll’effigie del re, di cui conosciamo già cinque esemplari di conio differente.

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