Di alcune monete inedite e sconosciute della zecca di Scio

Rivista Italiana di Numismatica - 1888

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PALEOLOGO E BENEDETTO ZACCARIA

(1310-1313).

1. Matapane (gr. 1,870).

D: — P & B • Z SVI IPII S • SIDOR SYI

(Paleologus et Benedictus Zacharia Sii Vicarii imperatoris Sanctus Isidorus Sii).

Nel campo due figure in piedi di fronte; a destra Santo Isidoro, a sinistra Paleologo. Essi tengono l’asta di un vessillo, lungo la quale la leggenda DVX.

R: — Il Redentore sedente in cattedra con un volume sulle ginocchia; ai lati del capo i monogrammi IC XC.

Arg. (Tav. 1, N. 1)
Arg. (Tav. 1, N. 1)

Il tipo di questa moneta e della seguente è precisamente quello del matapane veneto, ma più rozzo, come erano tutti quelli coniati nel Levante. Ciò che lo rende importante è il P, che si legge chiaramente sul nostro esemplare in principio della leggenda del dritto, lettera che non può confondersi con alcun’altra. Questa iniziale, dopo aver ben considerato, ci pare non possa riferirsi ad altri che a Paleologo Zaccaria padre di Martino e Benedetto II. Egli infatti tenne per qualche anno il possesso dell’isola ed è probabile che vi abbia battuto moneta col suo nome, associandovi quello del figlio Benedetto II. Il caso non è nuovo nella storia monetaria italiana, e possiamo citare Ugo e Lotario II, Berengario II e Adalberto, Ottone I e II, re d’Italia, Tancredi e Ruggiero, Enrico VI e Federico II, re di Sicilia, ecc. ecc., che associarono sulle monete i loro nomi. Questa ci pare la interpretazione più ovvia, e noi ne proponiamo l’accettazione ai numismatici, ben lieti se alcuno di essi vorrà ritornare sulla questione o convalidando la nostra attribuzione, o contrapponendovene una migliore.

Se alcuno poi osservasse che le iniziali P e B potrebbero egualmente riferirsi a Paleologo ed a suo padre Benedetto I, noi, dal canto nostro opporremmo che questa seconda ipotesi ci sembra molto più arrischiata della prima, dacché questa moneta porterebbe come prima iniziale quella del figlio, il che urterebbe contro tutte le consuetudini antiche e moderne. Fu sempre uso generale e costante, tanto nelle monete antiche, quanto nelle moderne, che portano il nome del padre e del figlio di mettere per primo quello del padre.

Quanto poi all’epoca, in cui questo matapane potè essere battuto, essa deve oscillare fra l’anno 1310, in cui si crede morisse il padre del Paleologo, Benedetto I, e il 1313, epoca certa della morte del Paleologo.

 

MARTINO ZACCARIA

(1315-1329).

2. Matapane (gr. 1,900).

D: — M • ZAH • SV IRATOI S • ISIDOR SYI

(Martinus Zacharia Sii Vicarius imperatoris — Sanctus Isidorus Sii).

Nel campo due figure in piedi di fronte; a destra Santo Isidoro, a sinistra Martino. Essi tengono l’asta di un vessillo, lungo la quale la leggenda dvx.

R: — Il Redentore sedente in cattedra con un volume sulle ginocchia; ai lati del capo i monogrammi IC CX.

Arg. (Tav. I, N. 2).
Arg. (Tav. I, N. 2).

 

Il peso di questi due matapani sta fra i gr. 1,870 e 1,900; sono dunque inferiori a quelli dei contemporanei matapani veneti, del peso di 2 grammi, come crediamo ne sia inferiore il titolo, quantunque appaiano di buon argento.

[quote_box_center]Zaccarìa. Famiglia nobile genovese, della quale il primo personaggio noto, Z. diCastello, visse intorno alla metà del sec. 12º. I suoi discendenti ebbero parte importante nella vita politica e militare di Genova e della Riviera di Ponente. La massima potenza e ricchezza furono conseguite dai bisnipoti Niccolò, ammiraglio del Comune, Manuele e Benedetto (v.). Paleologo (m. 1314), figlio di Benedetto, e i suoi figli Benedetto e Martino dominarono a Focea e Scio finché ne furono spodestati (1329) dall’imperatore d’Oriente Andronico III Paleologo.

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